Loading...

Caffè nella storia

Le origini e la diffusione del caffè.

Esistono molte leggende sulle origini di questa pianta. Il mondo orientale attribuisce la scoperta ai monaci Yemeniti i quali, come riportano le prime testimonianze arabe del XVI secolo, se ne servivano per prolungare la veglia in preghiera; l’Occidente riconosce invece il merito ai monaci cristiani. Una leggenda narra invece di un vero e proprio Deus ex machina: secondo la Chiesa Siriana, Maometto rinvenne da un malore grazie ad una magica pozione, offertagli dall’Arcangelo Gabriele; si trattava di una bevanda scura come la Sacra Pietra della Mecca, ricevuta direttamente da Allah e conosciuta con il più informale termine di Q AWA ; dopo averla assunta Maometto balzò in piedi, completamente ristabilito e pronto ad affrontare qualsiasi avversità e nemico in battaglia.

Tutte le fonti riconoscono nell’Abissinia la culla del caffè e nell'Arabia la prima tappa della sua diffusione nel mondo. Una leggenda, che ci pare essere veritiera, racconta che l’Abissinia era ricoperta di piante di caffè, nate spontaneamente, quando si propagò un enorme rogo: si creò così la prima torrefazione a cielo aperto della storia. Successivamente la coltivazione del caffè si diffuse nelle Indie Orientali, dove fu trapiantata dagli Olandesi nel XVI secolo , per poi espandersi nello Yemen, a Giava e in tutte le colonie del Nuovo Mondo, partendo dalla Guaina e Martinica fino ai tropici. L’ufficiale brasiliano Francisco de Melo Palheta ha il merito di aver portato il caffè in Brasile, grazie ad alcune piantine celate in un mazzo di rose donatogli da una corteggiatrice. Primario esportatore dal 1820, il Brasile tutt'oggi detiene il 30/35% della produzione mondiale. Per quanto riguarda l'Africa invece si ebbe uno sviluppo della produzione dagli inizi del ‘900.

Il caffè si sviluppò nei paesi Musulmani al posto delle bevande alcoliche vietate dal Corano. L’ambasciatore Veneziano Morosini ne citò l’uso alla corte turca nel 1585; proprio dalla Turchia si diffuse in Italia con scopi in un primo momento medicinali, per poi diffondersi in Francia e Germania dopo il 1669. La comune pratica del caffè consumato al bar affonda le sue radici nelle Coffee House Inglesi, Tedesche e Francesi e prima ancora nei Caffè di Costantinopoli del 1500: il primo Caffè di cui si ha notizia fu fondato a Istanbul nel 1555 e divenne in brevissimo tempo luogo di ritrovo per poeti, intellettuali e politici. In Italia il caffè fu introdotto dal medico Botanico Prospero Alpino che portò con sè a Venezia alcuni sacchi dall'Oriente. Dapprima costosissimo e venduto solo in farmacia, il caffè divenne di largo consumo con l'apertura delle “Botteghe del caffè” a Milano, molto apprezzate dagli intellettuali, politici e illuministi dell'epoca, tanto che nel 1 974 venne fondata la Prima rivista letteraria a riguardo, chiamata appunto “Il Caffè”.

La raccolta

può avvenire in due modi diversi: “stripping” o il “picking”. Il “picking” è il metodo più pregiato e costoso, perché la raccolta avviene manualmente ripassando varie volte la pianta; nelle grandi piantagioni per mancanza di mano d'opera si effettuano talora solo 2 raccolte. Con il metodo “stripping” invece il ramo viene battuto e privato di tutte le drupe, anche quando non hanno lo stesso livello di maturazione.

L’essiccazione e la preparazione dei chicchi, dal raccolto al sacco.

Al raccolto seguono le operazioni industriali, finalizzate all’essicazione e alla preparazione dei chicchi per la tostatura:

secco: i chicchi vengono lasciati essiccare su aie pavimentate in mattoni, rigirandoli, poi posti in un ambiente climatizzato a 40°C: quest'ultima procedura è importantissima per determinarne la qualità finale ed evitare un prodotto forte e acido con conseguenti perdite economiche.

semilavato: l'agricoltore raccoglie da terra insieme chicchi secchi, maturi e verdi che dividerà poi con l'ausilio di una macchina separatrice meccanica e spolatrice, che agisce tramite la pressione dell'acqua. Il prodotto è infine essiccato e sottoposto a brillatura.

lavato: consiste nell'eliminazione della buccia e della polpa che avvolgono il chicco con apposite macchine. Il caffè in pergamino è sottoposto a macerazione per 3 6 ore e rilavato molte volte, poi essiccato al sole.

Infinite varietà di Caffè. Viaggia con noi tra l’Arabica e la Robusta

Il caffè appartiene alla famiglia tropicale delle Rubiacee , con 50 specie conosciute. Le più note a livello economico sono Coffea Arabica e Coffea Canephora (Robusta). La più pregiata Arabica costituisce i 2/3 della produzione mondiale (con primato in America Centrale e del Sud); ha chicchi allungati e appiattiti, l'infuso è dolce, ricco di sapore e aroma , con varietà di sfumature di miele e cioccolato. La varietà Robusta, meno pregiata, ha una doppia percentuale di caffeina e viene coltivata prettamente in Africa e in India: le piantagioni hanno un rendimento maggiore e sono più resistenti. Il gusto è corposo, leggermente amarognolo e legnoso.
La pianta del caffè è un dicotiledone e appartiene alle fanerogame, è sempreverde, ha radici ramificate poco profonde e presenta piccoli fiori bianchi che assomigliano ai fiori d'arancio. Si verificano tre fioriture durante tutto l'anno, la drupa è vermiglia o gialla ed è composta da esocarpo (epidermide del frutto), mesocarpo (polpa/ mucillaggine), endocarpo (pergamino) e generalmente da due semi. Ideali per la coltivazione sono le zone tropicali tra i 25° paralleli di latitudine e tra i 200 e 1800 mt di altitudine, con temperature tra i 15 e 25° C e precipitazioni abbondanti, senza particolari tipologie di terreni.

Le varietà di caffè

Il caffè è una bevanda consumata in grandi quantità in tutto il mondo, tuttavia ogni caffè è unico: come avviene per il vino o l'olio d'oliva, sono il territorio, l'insieme della composizione del terreno, l'altitudine e il clima a definire le qualità organolettiche di ogni raccolto. Ecco alcuni dei caffè utilizzati nella preparazione delle nostre miscele